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Sui migranti

Sul tema migranti in ambito cristiano si continuano a confondere due piani: quello personale e quello politico. Quello personale riguarda la singola persona che si sposta per qualche motivo dal proprio Paese. Qualunque sia il motivo, che è in fondo sempre la ricerca della felicità, cioè del senso della vita (lo diceva S. Paolo ad Atene), ogni singolo essere umano deve godere del rispetto assoluto dei diritti personali e godere rispetto e accoglienza tipici di una civiltà nata dal Cristianesimo. Sempre sul piano personale, ogni singolo cristiano si deve adoperare, quando chiamato in causa, affinché le singole persone migranti incontrino veri cristiani, pieni di amicizia e rispetto, e che possibilmente annuncino a loro il Vangelo in parole e opere.
Il piano politico è diverso. Esso riguarda la gestione dell’intero fenomeno migratorio (2500000 di persone all’anno che arrivano in Europa, 1/3 delle quali irregolarmente) e delle sue conseguenze sociali e culturali. Per un politico cristiano occorre rispettare il desiderio di felicità dei migranti quanto quello dei cittadini ospitanti, nonché il favorire le condizioni per cui il Vangelo possa essere annunciato e vissuto sia nei posti di origine sia nei Paesi di arrivo. (In Europa, ciò significa anche custodire l’eredità culturale cristiana, che permette un insieme di diritti e di comportamenti sociali da cui non bisogna tornare indietro.) In questo senso, Giovanni Paolo II parlava di “diritto di non emigrare”, sperando che tutti potessero contribuire al bene del proprio popolo e Papa Francesco parla di “prudenza” o di “accoglienza sostenibile”.
Il dramma e l’equivoco nascono dal fatto che molti cattolici estendono alla politica i giusti sentimenti benevoli personali e molti altri estendono al piano personale le giuste preoccupazioni politiche. I primi fanno come quegli insegnanti che promuovono tutti perché vogliono bene ai ragazzi e i secondi come quelli che che odiano i ragazzi perché non sono bravi nella loro materia. La fede, invece, è sempre coscienza del vero e della realtà e sa distinguere i piani.

Torpedine

Una risposta a “Sui migranti”

  1. Sono un pò confuso, a dir la verità, su questa storia dei “piani” e ho paura di uscire fuori tema per non aver compreso bene il problema. Mi sembra, però, che sia un pò pericoloso distinguere i piani! O no!!??!! Desiderare la giustizia perché i magistrati hanno arrestato ingiustamente un congiunto o un amico riguarda un “piano personale” o un “piano politico”? Avere un “giusto sentimento benevolo personale” nei confronti di un conoscente che ha perso il lavoro e volere una società più solidale nei confronti degli ultimi riguarda il “piano personale” o il “piano politico”. Essere dispiaciuto perché Tizia ha abortito (per una scelta personale) e volere una legge meno permissiva rientra nel “piano personale” oppure nel “piano politico”. Aiutoooo

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