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Un’alternativa secca

Siamo alla fine della campagna elettorale e la questione è ormai ridotta a una scelta a due: M5S o centrodestra. Il centrosinistra si è aggrovigliato da solo nelle sue faide interne, tra un personalismo e l’altro, tra la sua economia che vuol essere statalista e liberista allo stesso tempo (strano? No, è il modello cinese) e i suoi valori progressisti che sono il frutto del più esasperato individualismo liberale.
Rimangono gli altri, anche tra i cari amici di questi mari. I M5S sono simpatici nella loro sete di cambiamento ma la loro ideologia, mai dichiarata, è purtroppo diventata chiara. Niente soldi per le scuole private, giustizialismo durissimo, disintermediazione e democrazia diretta, nazionalismo su Europa e immigrati. Insomma, in una parola: statalismo. Sul piano etico-sociale, alla fine, hanno votato con il PD su unioni civili e biotestamento. A Torino, dove hanno potuto, hanno sostenuto l’insegnamento della teoria gender nelle scuole.
Insomma, nei M5S c’è tutto quello che il cattolicesimo avversa, convinto com’è del valore assoluto della libertà dei singoli e del valore dell’associarsi, oltre che di valori che nascono da quella libertà. Certo, nel centrodestra c’è un po’ di tutto, e spesso non dei campioni della libertà – soprattutto quelli che alla fine hanno sostenuto governi e decisioni contrarie alle proprie credenze – ma almeno non si dichiarano apertamente ostili né alla sussidiarietà né a una più equilibrata visione dei valori civili e sociali.
La scelta è questa ed è una scelta solo apparentemente non radicale. Ci sono ancora due giorni di campagna per prenderne coscienza.

Torpedine

Una risposta a “Un’alternativa secca”

  1. Chissà perchè la scelta dovrebbe essere ridotta tra CD e M5S a due giorni dal voto…. E’ l’auspicio di Torpedine, forse, ma perchè presentare solo questa possibilità? Siamo certi che tra i tre blocchi quello più scadente sia il Centrosinistra?
    Io ad esempio lo voterò, dopo aver a lungo ragionato ed essermi confrontato con amici e colleghi. Nel passato ho votato il CD, senza mai fare però “guerre di religione”, così come non ne faccio adesso, sia ben chiaro. Il lavoro svolto dai governi di questa legislatura ha avuto alti e bassi, ci sono state cose positive e altre no, come è nella normalità dei casi, certo ha migliorato una situazione che l’esecutivo di CD che governò nel triennio 2008-2011, complice la grande crisi economica,non era riuscita a gestire… Però erano i tempi “…dei ristoranti pieni” e, di contro,delle tre leggi di bilancio fatte nell’estate che impedirono, a costo di sacrifici durissimi, di sprofondare nel baratro. Ma poi, si pensa davvero, ad esempio, che un governo Gentiloni sarebbe pericoloso per la libertà della Chiesa? Lo dico da cattolico praticante che non ha mai nascosto la sua fede sul posto di lavoro, appartenente ad un movimento da sempre presente nel sociale… A proposito avete letto il titolo a piena pagina su Libero (giornale amico!) di oggi 3 marzo? o certe prese di posizione anti-Papa dei “grandi” pensatori e giornalisti di riferimento?

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