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Un’evidenza inoppugnabile

Stamattina ho letto un’intervista a Rose, un’infermiera di cl in Uganda, sulla visita del papa, ed è qui che in risposta alla domanda del giornalista in merito agli attacchi terroristici degli ultimi tempi lei dice:

“E’ il vuoto che porti dentro a farti diventare violento, perché non sai cosa può riempire la tua vita. Uno che desidera la morte degli altri vuol dire che l’ha desiderata prima per se stesso, è un odio alla vita, non amore alla vita. Uno che ama la vita la dona.”

Di fatto, leggendo queste frasi, mi è tornato in mente un video che ho visto un anno fa (http://tv.liberoquotidiano.it/video/11831572/Siria–il-kamikaze-20enne-piange.html) in cui Jafar al-Tayyar, di soli venti anni, viene scelto come kamikaze nella continua lotta del fronte di Al-Nusra in Siria contro Assad. Ebbene in questo video lui piange, ed è una cosa che mi ha impressionato: lui come me ha una sete di vita assoluta, una sete che è espressa in quel volto pieno di lacrime e di paura. Mi sembra evidente quindi che non è per amore alla morte che lui si è spinto a tanto, ma per ideologia, cioè per un aspetto della realtà che viene eretto a misura di tutto, a misura della mia vita e della vita degli altri. Capisco che parlare di ideologia significa aprire un argomento enorme, che tocca non solo l’islam ma anche me, tuttavia qui adesso voglio solo notare come ciò che dobbiamo veramente temere è l’ideologia, non il nichilismo, perché è il nostro stesso desiderio di felicità, di significato, di vita, che sconfessa il nichilismo stesso, cioè il credere che tutto è nulla. Questo desiderio di vita è un’evidenza inoppugnabile.

P.s.: l’intervista integrale:
http://www.ilsussidiario.net/mobile/Cronaca/2015/11/30/PAPA-E-AFRICA-Rose-Busingye-con-i-musulmani-abbiamo-incontrato-il-volto-di-Dio/3/659664/

Occhione