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W l’Italia, W la Repubblica

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Fuochi d’artificio from Pixabay

«Si brindò …; se ne dissero di cotte e di crude sulla felicità, il progresso, la fratellanza, l’amore, etc., si parlò molto e si rise anche di più. Solo Giacomo Licalzi non rise minimamente, e passò la notte col viso atteggiato a malinconia, sbraciando la cenere della conchetta, fumando la pipa e alzandosi di tanto in tanto». … «Il vecchio stava per sorridere; ma quando l’altro, nella sua foga, volle aggiungere: “Pace! Sempre pace! Si comincia nuovo secolo!”, il vecchio si abbuiò, e ancora una volta, accanto a una persona che si torceva fra le risate, non rise». (Storia di un uomo che per due volte non rise – Tratto da Il vecchio con gli stivali, 1945 – Tutti i racconti, a cura di D. Perrone, Mondadori, Milano 2018 Vitaliano Brancati).

Di fronte a tutto l’ottimismo che circonda la nascita del “Governo Draghi” mi permetto di fare qualche osservazione critica ed esprimere qualche perplessità.

Una prima tipologia di osservazioni/perplessità riguarda alcuni aspetti operativi. Cosa potrebbe migliorare questo governo rispetto a quello precedente? Riuscirà ad ottenere molti più vaccini per una “campagna vaccinazioni aggressiva”? Eviterà il lockdown generalizzato e prolungato? Non comprerà i banchi a rotelle per le nostre scuole? Colorerà meglio le Regioni e le Province? Ci farà risparmiare sulle mascherine FFP2? Arriveranno prima i ristori e la cassa integrazione agli interessati? Riapriranno bar, ristoranti e discoteche? Farà pagare anche a statali e parastatali il costo della pandemia? Andrà avanti senza ascoltare il CTS? Scriverà meglio il Recovery Plan? Non arriveranno più i migranti clandestini? Abbasserà le tasse e le farà pagare a tutti? Eliminerà le storture della burocrazia? Cancellerà la disoccupazione? Ripristinerà le libertà fondamentali? Non farà più i DPCM? Svenderà ALITALIA? Chiuderà l’ILVA? Farà ripartire i cantieri? Ci renderà felici? (Forse questa ultima domanda non c’entra).

Vedremo!

L’altra tipologia di osservazioni/perplessità riguarda l’atteggiamento generale nei confronti della politica e dei partiti. Troppo spesso una fetta significativa del popolo ripone le proprie speranze nel potere taumaturgico della politica e nelle mani di qualcuno dei suoi rappresentanti: Berlusconi, Grillo, Renzi, Salvini, Meloni, …, adesso Draghi.

Io credo che un pò di sano scetticismo non guasterebbe.

Forse lo scetticismo non aiuta un coraggioso, virile, maturo e sincero impegno civile e politico; occorre una spinta “ideale” perché il popolo si appassioni ad una lotta per le cose cui tiene: la giustizia, la libertà, il lavoro, la salute; in una parola, la felicità sua e di coloro cui vuole bene. Un “sano scetticismo”, però, ci evita i guai dell’integralismo, definito da molti come un “Indirizzo ideologico che, partendo dal presupposto dell’assoluta validità dei propri principi, mira a stabilire la propria egemonia in campo politico e culturale, rifiutando qualsiasi alleanza o collaborazione con partiti o movimenti d’ispirazione ideologica diversa”.

Chiosa. Molti partiti e molti leader, in questo frangente, hanno cambiato idea ed atteggiamento ed hanno messo da parte il loro fondamentalismo integralista ed ideologico (grazie a Dio); qualcuno è rimasto deluso dalle scelte del Prof. Draghi, mentre qualcun altro è letteralmente risorto (dal punto di vista politico, s’intende); sono spariti veti e pregiudizi (almeno apparentemente); altri hanno preferito non imbarcarsi in un’avventura che presenta troppi rischi. Tutto questo è legittimo, si può accettare e chi ha cambiato idea e atteggiamento deve continuare a dialogare con chi in precedenza “disprezzava”.

Coloro, invece, che devono essere isolati, allontanati, che non devono avere palcoscenici e/o piattaforme da cui propinare le proprie teorie sono gli “odiatori seriali” e, purtroppo, nonostante lo sforzo dei loro leader, in alcuni movimenti ce ne sono ancora troppi.

Pesce (ner)Azzurro

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